Abitare la mortalità: un cammino condiviso dalla paura alla fiducia
Viviamo un paradosso: l’unica certezza assoluta che possediamo è anche l’argomento di cui siamo meno disposti a parlare. La nostra cultura ha vestito la morte di silenzio, l’ha nascosta negli ospedali, l’ha resa un tabù o un “problema tecnico” da risolvere. Il risultato è che spesso restiamo soli con le nostre paure, sentendo l’idea della fine come una minaccia che incombe, invece che come una parte naturale del nostro essere.
Cosa accadrebbe se provassimo a sciogliere questo isolamento? Cosa accadrebbe se, invece di fuggire, provassimo a fermarci e a guardare questo mistero con occhi più gentili?
Non un corso, ma un viaggio insieme
“Abitare la Mortalità” non è un corso. Non ci sono lezioni da imparare, esami da superare o competenze tecniche da acquisire per “gestire” il morire. È, piuttosto, un percorso di gruppo. Un’esperienza di otto settimane in cui ci accompagneremo a vicenda verso una considerazione più intima, fiduciosa e umana della nostra finitezza.
L’intento non è terapeutico né clinico: non lavoreremo sull’elaborazione di lutti traumatici, ma sulla condizione umana che ci accomuna tutti.
L’obiettivo è trasformare la morte da nemica invisibile a “compagna di saggezza”, capace di dare più sapore e autenticità alla vita che stiamo vivendo ora.
Cosa faremo insieme?
Ci incontreremo online, ogni giovedì sera, creando uno spazio protetto dove il giudizio resta fuori dalla porta. Utilizzeremo la scrittura espressiva come strumento principale: non per produrre testi letterari, ma per dare forma alle emozioni, nominare le paure (perché ciò che ha un nome fa meno paura) e costruire nuove narrazioni.
Attraverso pratiche delicate e graduali, esploreremo:
- La natura del ciclo: imparando a vedere la fine non come un errore, ma come una trasformazione naturale, simile all’autunno che prepara la primavera.
- Le nostre paure: distinguendo tra la paura della sofferenza, del distacco e dell’annientamento, per poterle accogliere e tranquillizzare.
- Le eredità invisibili: chiedendoci cosa vogliamo lasciare di noi agli altri, in termini di valori e amore.
- La fiducia: cercando quel senso di continuità che ci permette di dire “sì” alla vita, nonostante tutto.
Dal buio alla luce: la simbologia del tempo
Anche il calendario di questo percorso non è casuale.
Inizieremo il 29 gennaio, nel cuore dell’inverno, quando la natura è ritirata in se stessa e il buio sembra prevalere.
Termineremo il 19 marzo, esattamente sulla soglia della primavera, quando la vita ricomincia a spingere per tornare alla luce.
Cammineremo simbolicamente insieme al tempo naturale: partiremo dall’introspezione invernale per arrivare a una nuova fioritura interiore.
A chi è rivolto
Questo cammino è per te se:
- Senti il desiderio di fare pace con l’idea della tua mortalità.
- Vuoi smettere di sentire l’ansia di fondo legata al tempo che passa.
- Credi nel valore della condivisione e vuoi sperimentare la forza di un gruppo che accoglie senza forzare.
- Cerchi uno spazio laico, ma profondo, per interrogarti sul senso del tuo esistere.
Dettagli del percorso
Quando: Ogni giovedì, dal 29 gennaio al 19 marzo 2026.
Orario: 20.30 – 22.30.
Dove: Online (su piattaforma Meet), comodamente da casa tua, ma in connessione profonda con gli altri.
Per favorire la creazione di un gruppo intimo e coeso, i posti sono limitati.
È prevista una quota SPECIALE NATALE, per chi si iscrive entro il 24 dicembre e una quota agevolata per chi si iscrive entro il 30 dicembre.
Se senti risuonare in te questo richiamo alla gentilezza verso la tua stessa vita, sarò felice di accoglierti nel cerchio.

Speciale Natale: Un dono di senso
Fino al 24 Dicembre, puoi scegliere di regalare (o regalarti) questo percorso a una condizione speciale.
Se cerchi un regalo che non sia un oggetto, ma un tempo di cura, questa è l’occasione.
Acquistando ora, riceverai una Gift Card digitale elegante e personalizzabile, pronta da stampare e mettere sotto l’albero o da inviare via mail la notte di Natale.
Quota Speciale Natale: valida solo fino alla Vigilia.
Abitare la mortalità: un cammino condiviso dalla paura alla fiducia