Per chi attraversa il Natale in lutto

Per chi attraversa il Natale in lutto

Cara anima in cammino,

leggo le tue parole e sento il gelo di cui parli.
Capisco profondamente quel desiderio di saltare i giorni di festa come si saltano i sogni che fanno male, quella sensazione che la sedia vuota sia un grido che copre ogni altra voce. È comune sentire, adesso, che questa assenza ti rimarrà addosso come una “seconda pelle”, come un abito che non potrai mai togliere.

Vorrei però sedermi un istante accanto a te, in questo silenzio, per dirti sottovoce una cosa che ora forse ti sembrerà impossibile: non è vero che sarai per sempre condannata a questo dolore.

Quando siamo nel pieno della tempesta, ci aggrappiamo alla sofferenza come se fosse l’unica cosa solida rimasta. Ci convinciamo che il dolore sarà eterno perché cerchiamo una forma di controllo su qualcosa che ci è stato strappato via troppo presto. Abbiamo paura che smettere di patire significhi dimenticare, rimuovere o togliere importanza a chi non c’è più. Il dolore diventa il nostro modo di dire: “Io non ti scordo.”

Ma c’è un’altra via.

Una via che si apre solo quando smettiamo di opporci a ciò che è accaduto.

Lo strappo che senti oggi, quello che ti toglie il respiro, può lentamente ricucirsi. Non sparirà nel nulla: diventerà una cicatrice. E come tutte le cicatrici, resterà visibile, sarà presente al tatto, racconterà per sempre la tua storia e ti comprenderà nel senso più profondo del termine. Ma, col tempo, smetterà di fare male.

Arriverà il giorno in cui quel vuoto non rimbomberà più.
Non perché sarà stato colmato, ma perché smetterai di aspettarti che venga riempito da una presenza fisica. Smettendo di lottare contro un destino che oggi ti appare crudele, potrai fare una scoperta preziosa: quel vuoto è privo solo del corpo. È invece colmo di un amore che non ha fine.

Lasciando andare la resistenza, ti aprirai a ciò che non perderai mai. Potrai sentire quell’amore pienamente, portarlo con te ovunque, non come un peso, ma come una luce. L’amore non muore: cambia forma. Dalla sedia vuota, si trasferisce nel profondo del tuo essere.

Il mio augurio per te, per questo Natale faticoso e diverso da come lo avevi immaginato, è che tu possa attraversarlo in un’atmosfera che sappia essere, nonostante tutto, accogliente e calda.

Ti auguro di vivere questa celebrazione della nascita come l’occasione per sentirti nascere come famiglia in un modo nuovo.
Una famiglia che porta in sé la straordinaria capacità di amare oltre lo spazio e il tempo, in modo pieno, autentico e indistruttibile.

Con cura,
Erika

Per chi attraversa il Natale in lutto

Commenta