L’Oggetto del Cuore: un’ancora per le feste (e un ponte per il futuro)

L’Oggetto del Cuore: un’ancora per le feste (e un ponte per il futuro)

Le feste di Natale amplificano tutto: le luci, i rumori, la gioia, ma anche i vuoti. Per un genitore in lutto perinatale, sedersi a una tavola imbandita può essere un’esperienza surreale. Fuori c’è la festa, dentro c’è il silenzio di chi manca.

In queste occasioni, dove le parole degli altri spesso feriscono o il silenzio diventa pesante, può essere d’aiuto avvalersi di quello che viene definito oggetto transizionale o, più semplicemente, un “oggetto ponte”.

Oggi vediamo insieme cos’è, come usarlo strategicamente per sopravvivere al cenone e, cosa ancora più importante, come capire quando è arrivato il momento di posarlo.

Un piccolo scudo per i momenti difficili

Questo tipo di oggetto serve, molto semplicemente, a dare una forma tangibile a qualcosa che non c’è più fisicamente. In un contesto sociale come il Natale, l’oggetto aiuta a gestire il senso di vuoto.

A cosa serve concretamente?

Serve a gestire quella sensazione di estraneità che si prova quando il mondo festeggia e tu ti senti altrove. Quando la zia fa una domanda invadente, o quando ti senti improvvisamente sola in mezzo a venti persone, toccare l’oggetto ti “ancora” alla realtà del tuo amore. Funziona come un messaggio in codice che invii a te stessa: “Il mio bambino è esistito. Io sono la sua mamma/il suo papà. Questo legame è reale, anche se loro non lo vedono.”

Come usarlo durante le Feste?

Ecco due modalità comuni, a seconda di come ti senti:

1. L’ancora privata (solo per te) È un oggetto che tieni in tasca, nella borsa o indossi come gioiello.

  • Esempi: Una piccola pietra, un ciondolo, un bigliettino, l’ecografia nel portafoglio.
  • L’uso: Quando l’ansia sale, stringilo. È il tuo modo per “tenere per mano” tuo figlio senza dover dare spiegazioni a nessuno.

2. Il testimone silenzioso (condiviso) È un modo per includere simbolicamente il bambino nello spazio della festa.

  • Esempi: Accendere una candela specifica sulla tavola, appendere una pallina col suo nome all’albero, mettere un fiore segnaposto.
  • L’uso: Dice al mondo (e ai parenti): “In questa famiglia c’è spazio anche per lui/lei”.

Quando l’aiuto rischia di diventare un blocco

L’oggetto è, per definizione, un ponte. Serve a traghettarti da una riva (il dolore acuto, la disperazione) all’altra (l’integrazione del lutto). Tuttavia, c’è una trappola in cui è facile cadere: restare a vivere sul ponte.

A volte la paura che il ricordo svanisca è così terrorizzante che investiamo l’oggetto di un significato totalizzante, come se fosse il bambino stesso.

Segnali a cui prestare attenzione:

  • Se dimenticare l’oggetto a casa ti provoca un senso di smarrimento ingestibile o un’ansia molto forte.
  • Se non permetti a nessuno di sfiorarlo, vivendo la cosa con estremo disagio.
  • Se senti che, senza quell’oggetto fisico addosso, il legame con tuo figlio rischierebbe di spezzarsi.

Se ti riconosci in questi punti, potrebbe significare che l’oggetto sta diventando il tuo unico appiglio, rendendo più difficile procedere nel tuo cammino attraverso il lutto.

Verso un nuovo equilibrio: interiorizzare per lasciare andare

Arriverà un giorno – e non devi forzarlo, accadrà da sé – in cui ti accorgerai di essere uscita senza quella collana o senza quella pietrina in tasca, e di non aver provato ansia. O sentirai che quel peluche che tieni sul letto può essere riposto in una bella scatola.

Questo momento non è un tradimento. È un passaggio significativo.

Alcuni genitori si sentono in colpa: “Se metto via le sue cose, lo sto abbandonando di nuovo?” La risposta è no.

Staccarsi dall’oggetto significa che hai compiuto il lavoro più difficile e prezioso: hai costruito una culla interiore. Hai smesso di cercare tuo figlio fuori (nell’oggetto) perché hai trovato il modo di sentirlo dentro. Il legame si è trasformato: non è più una cosa che devi stringere con le mani per paura di perderla, ma è diventata parte del tuo respiro, del tuo sguardo, della tua identità.

Il consiglio per questo Natale

Usa l’oggetto se oggi ti serve per sopravvivere al pranzo. Stringilo forte se ti dà coraggio. Non giudicarti se ne hai bisogno. Ma tieni aperta la porta alla possibilità che, un giorno, potrai posarlo delicatamente in una scatola. Non perché avrai dimenticato, ma perché sarai diventata abbastanza forte da portare tutto il tuo amore direttamente nel cuore, a mani libere.

L’Oggetto del Cuore: un’ancora per le feste (e un ponte per il futuro)

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