Crescere intorno al legame: un modello evolutivo del lutto

Crescere intorno al legame: un modello evolutivo del lutto

Se hai affrontato o stai affrontando la perdita di un figlio, ti sarà capitato di cercare una spiegazione che potesse dare un senso a quel vuoto così devastante.

Nel mio percorso, mi sono imbattuta in un famoso modello del lutto, sviluppato da Lois Tonkin: “Crescere intorno al dolore”. Questo approccio è particolarmente autorevole, tanto da essere suggerito come uno dei modelli di riferimento proprio da Sands, la principale organizzazione britannica dedicata alla tutela e al supporto per il lutto perinatale.

Il modello di Lois Tonkin offre una prima, utilissima chiave di lettura: ci dice che il dolore per una perdita non rimpicciolisce nel tempo, ma resta sempre grande uguale. Secondo questa visione, noi non “superiamo” il lutto, ma dobbiamo semplicemente far crescere la nostra vita tutto intorno a quel dolore.

Tuttavia, questa visione porta con sé il rischio di normalizzare la sofferenza cronica. Il dolore, infatti, non è necessariamente un monolite immutabile destinato a restare identico a se stesso per sempre.

Il viaggio attraverso il lutto non è una condanna a tenersi dentro un peso fisso, ma una vera e propria opera di trasformazione.

Il lavoro attivo del “trasloco” interiore

Crescere intorno al legame

All’inizio del viaggio, la perdita provoca un dolore lacerante e del tutto totalizzante. È inutile nasconderlo o minimizzarlo. Noi esseri umani siamo programmati per toccare, vedere e ascoltare chi amiamo. Quando la materia scompare, ci troviamo improvvisamente smarriti e costretti a ricostruire da zero la mappa di quell’affetto.

Ci troviamo a dover trasformare quel legame da una presenza materiale a una relazione interiore. Questo primo passo del lutto non è un’attesa passiva, ma un lavoro attivo che io definisco spesso come un vero e proprio “trasloco”:

  • Significa portare l’altro da fuori a dentro di noi.
  • Comporta una grandissima fatica quotidiana.
  • Si compie nel bel mezzo di una profonda e inevitabile sofferenza.

Dalla sofferenza alla trasformazione

Crescere intorno al legame

Man mano che affrontiamo questo faticoso trasloco, iniziamo a comprendere in che modo quella mancanza agisce su di noi e cerchiamo strategie per ritrovare un nuovo equilibrio.

Proprio in questa fase il legame con tuo figlio smette di essere definito esclusivamente dal dolore. Quello spazio interiore inizia finalmente ad aprirsi a una moltitudine di altre emozioni, prima fra tutte l’amore. Nel frattempo, quasi senza accorgertene, ti riapri alla vita, che ricomincia a crescere non “nonostante” il dolore, ma trasformata proprio grazie a quel legame profondo.

Il nucleo solido della tua storia

Crescere intorno al legame

Alla fine di questo viaggio, ciò che resta dentro di noi non è una sofferenza gigantesca e immutabile, ma un nucleo solido attorno al quale abbiamo espanso la nostra intera esistenza.

Questo nucleo diventa un perno fondamentale nella nostra biografia. Certo, ci saranno giorni in cui si riattiverà esplicitamente, richiamando a galla:

  • Ricordi improvvisi.
  • Momenti di malinconia.
  • Ma anche una profonda gratitudine e un amore immenso.

Piangere davanti a un ricordo a distanza di anni non significa affatto che sei ancora nel lutto acuto. Al contrario, è la prova tangibile che il legame è salvo, protetto e perfettamente integrato dentro di te. Significa che sei una persona viva, capace di amare oltre la dimensione fisica e materiale.

Chi hai perso non rappresenta il tuo dolore: rappresenta la tua storia. Una storia che prosegue ogni giorno attraverso la traccia evidente di quell’amore, in ogni cosa che fai, nei pensieri che formuli e nelle scelte che compi. Si tratta di una testimonianza quotidiana, spesso invisibile agli occhi degli altri, ma potentissima.

I legami d’amore veri non si spezzano mai. Nemmeno la morte ha il potere di farlo.

Crescere intorno al legame: un modello evolutivo del lutto

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