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Immediata sospensione dei vaccini mRNA Covid per l’uso in gravidanza

Suggeriamo l’immediata sospensione dei vaccini mRNA Covid per l’uso in gravidanza e allattamento, insieme al ritiro dei vaccini mRNA a bambini o nella popolazione in generale in età fertile.

immediata sospensione dei vaccini
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Sono queste le conclusioni dei revisori del noto studio Shimabukuro et al. (2021), usato per sostenere l’uso sicuro dei vaccini mRNA in gravidanza.

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Lo studio Shimabukuro conclude sostenendo che

I risultati preliminari non hanno mostrato evidenti segnali di sicurezza tra le persone in gravidanza che hanno ricevuto vaccini mRNA Covid-19. Tuttavia, è necessario un follow-up più longitudinale, compreso il follow-up di un gran numero di donne vaccinate all’inizio della gravidanza, per informare gli esiti materni, di gravidanza e infantili.

Già il Prof. Giovanni Frajese, il 15 luglio 2021 su Byoblu, ha rilasciato un’intervista di approfondimento sui dati dello studio, evidenziando alcuni elementi importanti contenuti nella Tabella 4.

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Su 827 pazienti che hanno ricevuto il vaccino in gravidanza, 700 ha ricevuto la prima dose nel terzo trimestre.

Quindi circa l’85% delle persone considerate nello studio hanno ricevuto il vaccino nell’epoca della gravidanza meno a rischio di interruzione.

Come sappiamo, il rischio di interruzione della gravidanza diminuisce con il procedere delle settimane: se entro il primo trimestre il rischio oscilla intorno al 30%, nel secondo trimestre scende intorno al 4% per scendere ancora nel terzo trimestre intorno all’1%.

Tornando ai dati della Tabella 4: sono 104 gli aborti avvenuti entro la 20esima settimana di gravidanza.

Su 827 donne, 700 hanno ricevuto il siero nel terzo trimestre, dunque le donne che hanno ricevuto il siero nel primo e secondo trimestre, sono 127.

Su 127 donne, 104 hanno abortito: si tratta dell’ 81.9%, una percentuale quasi tripla rispetto all’ordinario. 

Com’è stato possibile sostenere che i risultati dello studio corrispondessero alla casistica ordinaria di interruzione della gravidanza?

È bastato spalmare il numero complessivo delle donne oggetto dello studio per ricavare la percentuale di abortività: se calcoliamo la percentuale di interruzione della gravidanza (104) su 827 donne, viene fuori il 12,5%, un dato tutto sommato coerente con l’ordinario.

Lo studio in oggetto è citato a sostegno della vaccinazione in gravidanza dallo stesso Istituto Superiore di Sanità, che nelle Indicazioni ad interim su “Vaccinazione contro il COVID-19 in gravidanza e allattamento” Aggiornamento del 22 settembre 2021 scrive:

Per quanto riguarda la sicurezza, a seguito di oltre 200.000 vaccinazioni in gravidanza, non sono stati segnalati effetti avversi in eccesso rispetto a quelli della popolazione non in gravidanza 10, 18-20. La casistica più ampia sul profilo di sicurezza dei vaccini a mRNA, pubblicata da Shimabukuro et al. sul New England Journal of Medicine (2021), ha preso in esame oltre 35.000 donne. Lo studio, tuttavia, ha potuto valutare solo 827 donne con gravidanza conclusa, per le quali ha confermato l’assenza di rischi sia per le madri che per i loro neonati.

Le stesse case farmaceutiche dichiarano di non aver svolto studi preliminari sulle donne in gravidanza e allattamento, tuttavia oggi il coro sembra unanime nel considerare sicuri i sieri, una sicurezza supportata dallo studio Shimabukuro e dalle scarse segnalazioni di reazione avversa.

È fondamentale che ogni effetto avverso successivo alla somministrazione del siero venga segnalato all’AIFA, ricordo che gli operatori della salute sono obbligati a presentare la segnalazione, tuttavia anche il singolo interessato può inviarla spontaneamente.

Non abbiate timore di segnalare: senza la vostra collaborazione non potremo chiarire a breve termine la sicurezza di questi farmaci.

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